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Dove siamo

Il territorio della Valle del Chiese
Darzo sI trova in Valle del Chiese, nella regione storica delle Giudicarie, che si estende fra il Trentino sud-occidentale e il nord-est della lombarda Provincia di Brescia. 
È un paese di circa 750 abitanti, parte integrante del Comune di Storo a cui fu annesso nel 1928, assieme alle altre frazioni di Lodrone e Riccomassimo. 
La Valle prende il nome dal fiume Chiese che per il primo tratto scorre in Val di Daone. A Pieve di Bono inizia propriamente la Valle del Chiese, per terminare nella piana di Storo dove il fiume si immette nel lago d'Idro nel territorio compreso tra Baitoni (frazione di Bondone) e Ponte Caffaro (frazione di Bagolino), in territorio lombardo, dopo aver ricevuto le acque del torrente Caffaro.
La Valle del Chiese è la parte meridionale delle cosiddette Giudicarie interiori e costituisce il territorio del bacino imbrifero montano (BIM) del fiume Chiese, cioè il bacino di raccolta delle acque piovane che alimentano il fiume.
Oggi i comuni trentini della Valle del Chiese appartengono alla Comunità delle Giudicarie che racchiude anche la val Rendena, la Busa di Tione, le Giudicarie esteriori con il Bleggio, il Lomaso e il Banale.
Il comune di Bagolino, in Provincia di Brescia, con la vicina frazione di Ponte Caffaro che si affaccia sul Lago d'Idro fa parte, invece, della Comunità Montana della Valle Sabbia, che comprende i comuni del Lago d'Idro e quelli della Val Sabbia.


Cenni storici
La valle del Chiese fu abitata fin dalla preistoria come testimoniano i numerosi reperti archeologici ritrovati in quota sulle montagne e sui colli che si affacciano sulla valle, allora paludosa e inabitabile. Poi fu occupata dai Galli Cenomani che si fusero con gli Stoni, conosciuti in epoca romana comunemente come i Reti conquistati dai figliastri di Augusto Druso e Tiberio.
Il Cristianesimo vi arrivò con la predicazione di Faustino e Giovita patroni di Brescia. Sotto la guida di Sant'Ambrogio di Milano, poi giunse san Vigilio, ma nell'organizzazione ecclesiastica successiva al dominio carolingio la valle fu prevalentemente sotto la diocesi trentina. Civilmente la valle appartiene dal 1027 al Principato vescovile di Trento in un confronto continuo con il potere dei conti Lodron.
Nel secolo XIV vi soggiornò lungamente l'eretico Fra' Dolcino che raccolse numerosi adepti tra cui il fabbro Alberto da Cimego. Vescovi, dogi e duchi si avvalevano dei poteri locali di confine per le loro esigenze e per le continue lotte per la supremazia territoriale, e i chiesani seppero trarne beneficio sotto forma di favori e privilegi ottenendo i privilegi doganali e vescovili a partire dal 1225 dai conti di Appiano e ampliati nel 1407 Giorgio di Lichtenstein.
In epoca moderna si ricorda la guerra Galosarda della successione spagnola, il passaggio delle truppo napoleoniche nel 1799, il passaggio nel 1848 dei corpi franchi, che al comando del generale Allemandi, inseguivano un battaglione austriaco in fuga fino alla sconfitta nella battaglia di Toblino. Al loro ritorno oltre 5000 volontari per alcuni mesi fecero ciò che vollero in queste terre. Nel luglio del 1866 Garibaldi arrivò fino a Cimego e a Bezzecca ove ricevette l'ordine di obbedire e ritornare.
Nel contesto delle storiche Sette Pievi delle Giudicarie, la valle del Chiese comprende le due Pievi di Bono e di Condino.

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