Solfato di bario o barite, quella estratta dalla montagna a ridosso dei paesi di Darzo, Storo e Lodrone era pregiata perché molto pura e dal colore bianco smagliante

Spigolature:
 "In Pianura Padana, negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, per pozzi petroliferi esplosi, l’afflusso tempestivo di molte camionate di barite di Darzo (da noi denominata pelio, per il suo impiego petrolifero) contribuì a bloccare più volte l’incendio di un pozzo."  Ricorda Giacomo Corna Pellegrini





 

Il minerale

La barite: gli utilizzi

La barite (Solfato di Bario) è una pietra bianca dall'elevato peso specifico, utilizzata principalmente nella produzione di pitture, vernici in polvere, idropitture lavabili, antiruggine, materie plastiche, gomme, colle, adesivi, stucchi, mastici, frizioni.
Uno dei primi utilizzi fu nelle cartiere. Fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento il Solfato di Bario (estratto prevalentemente nelle miniere della Lombardia) fu impiegato nella produzione di carta-paglia per macellai e salumieri.
Nello stesso periodo si usava la barite per realizzare l'involucro delle forme di Gorgonzola, altro utilizzo tipicamente lombardo. Certo, si trattava della barite di terza categoria, quella meno pura, meno bianca, ma dimostrava la sua versatilità.
Quella più pregiata veniva utilizzata (e viene utilizzata tuttora) quasi esclusivamente nell'industria delle vernici: macinata sottile (non sottilissima come concedono le tecnologie attuali), veniva venduta già agli albori del Novecento ai colorifici: prima nell'Italia industrializzata del nord, poi anche altrove.
Questo è l'uso che si è mantenuto più a lungo, fino ai giorni nostri, grazie anche ad apparecchiature sempre più sofisticate, capaci di ridurre il minerale in polvere finissima, calcolabile in micron.
Ma altri utilizzi, meno nobili, se così si può sintetizzare, tuttavia egualmente utili, hanno interessato la barite: utilizzi dettati da emergenze o da bisogni particolari.
Durante la seconda guerra mondiale, per esempio, dagli stabilimenti di Darzo partivano, sui camion alimentati a gasogeno e a carbone, forme da quaranta chili ciascuna che servivano da zavorra per le navi e i sommergibili. E non va dimenticato l'utilizzo per appesantire i fanghi della perforazione dei pozzi petroliferi, al fine di contrastare le elevate pressioni dei giacimenti di gas e petrolio.
Infine, negli anni più vicini a noi la barite, grazie alle sue caratteristiche di elevato peso specifico, bassa solubilità e opacità ai raggi X, è anche impiegata per realizzare le pareti per la protezione dalle radiazioni nelle sale radiologiche degli ospedali.