THE WHITE GOLD RUSH: LA BARITE IN AMERICANO
Notizia su Filò. La rivista dei tirolesi d'America.

La corsa all'"oro bianco", la barite di Darzo, ricordata oltre oceano.

Da qualche tempo, Louis Brunelli, un cittadino statunitense figlio di emigrati trentini di origine bleggiane (Giudicarie esteriori), cura la pubblicazione di una rivista trimestrale, in lingua inglese, dedicata alla storia e alla cultura del Trentino. Si intitola "Filò". Con una circolazione di oltre cinquemila copie, è letta prevalentemente da statunitensi, figli, nipoti e discendenti trentini, o come direbbe Louis di "tirolesi d'America". Perché, quando i primi emigranti partirono per le Americhe, alla fine dell'Ottocento, il Trentino apparteneva amministrativamente all'Impero austro-ungarico e quindi alla provincia del Tirolo.

Il n.8 della rivista, pubblicato nell'estate 2014, è dedicato alla Valle del Chiese. All'interno un articolo, scritto da Giuliano Beltrami, narra dell'epopea dell'oro bianco, la barite di Darzo (The "White Gold Rush" in Darzo). Dal timido avvio delle coltivazioni nel 1894, al forte sviluppo e crescita degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, sino al lento, inesorabile declino che ha portato alla chiusura definitiva dei giacimenti nel 2009.

Le vicende dell'emigrazione dalle nostri valli alpine si intersecano con la storia delle miniere di barite. Sicuramente, la presenza in zona delle miniere e degli stabilimenti di lavorazione del minerale hanno contribuito a mitigare l'emigrazione di donne e uomini, anzi in alcuni momenti hanno attratto immigrazione: lavoratori, specializzati e non, provenienti da altri paesi, valli e regioni.

Oggi, sembra accomunarci, di qua e di là dell'oceano, anche la voglia di continuare a coltivare e scavare nella nostra storia e memoria, facendo "Filò".

Grazie, Thank you, Louis Brunelli.


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