Ritratti di Miniera

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Ritratti di miniera è un luogo di raccolta di ricordi personali legati all'epopea della storia delle miniere di Darzo e dintorni in Valle del Chiese (Trentino), dove per centoquindici anni (1894-2009) si è estratta barite. Sono le voci di ex lavoratori e lavoratrici audioregistrate e qui in gran parte trascritte. Volutamente nella trascrizione è stato lasciato il ritmo e il gergo della lingua parlata.
Come i castagni secolari che contornano l'abitato e hanno accompagnato i minatori nelle lunghe risalite e discese sui sentieri delle miniere in montagna. Anche la storia delle miniere di Darzo è ricca di fruttuose ramificazioni e intrecci: tra persone, generazioni, famiglie, comunità, imprese ed eredità.  

"Se uno ricorda da solo, è solo un ricordo. Se molti ricordano insieme,
è l'inizio di una nuova comunità”   
(antico detto popolare)

Il primo gruppo di interviste (una settantina) ha riguardato persone nate e/o residenti a Darzo. Sono state realizzate e trascritte tra l'autunno 2010 e la primavera 2011 dalla ricercatrice Silvia Alba in collaborazione con i volontari della Pro Loco Darzo e l'Associazione La Miniera.
La seconda e terza campagna di interviste (una cinquantina), sempre curate da Silvia Alba, hanno riguardato persone nate e/o residenti nelle comunità limitrofe (Lodrone, Riccomassimo, Storo...) e sono state realizzate dal 2012 al 2014. 
L'idea dei "Ritratti di miniera" è della professoressa Emanuela Renzetti, antropologa dell'Università degli Studi di Trento e prima coordinatrice scientifica del progetto. 
L'iniziativa ha il sostegno della Fondazione Museo Storico del Trentino, la Provincia Autonoma di Trento e il Comune di Storo. 
L'immagine stilizzata è tratta dal murales realizzato dall'artista Paola de Manincor sulla Casa sociale di Darzo. Raffigura la Vècia, l'antico e frondoso castagno sotto il quale i minatori usavano darsi appuntamento e riposare brevemente, prima di riprendere il cammino.