Cavicchioli Italo e Piccinelli Esterina
Darzo (TN) e Pisogne (BS) - Darzo (TN)


"In Val Cornèra i minatori entravano di sotto e hanno bucato fuori di sopra: l'hanno tirata fuori tutta quella barite. Italo Cavicchioli

Quando ero giù alla Corna Pellegrini lavoravo anche d'inverno e avevamo un secchio di quelli dei muratori dove facevamo un po' di fuoco per scaldarci. C'era un freddo da morire e non dormivo per il male dei geloni alle mani. Esterina Piccinelli"
  Mi chiamo Italo Cavicchioli e sono sposato con Esterina Piccinelli.
Sono nato a Darzo nel 1925 e ho sempre abitato in paese.
Ho iniziato a lavorare nel 1943 per la Maffei come bòcia prendevo 90 centesimi al giorno e portavo i ferri ai minatori. Dopo un anno ho cominciato ad andare in galleria. Poi nel 1946 mi hanno trasferito allo stabilimento e fino al 1983, quando sono andato in pensione, ho fatto il mugnaio.
Ho un po' di silicosi, ma mi hannno portato tre volte a Verona e non hanno trovato niente, non me l'hanno riconosciuta. Sarà perchè quando ero a casa dal lavoro ero sempre a caccia, a pesca e in montagna e allora ho i polmoni forti.
Il lavoro mi ha permesso di sposarmi nel 1948 e farmi la casa nuova negli anni Cinquanta.
A me non piaceva stare dentro la galleria e allora una volta che ero venuto giù a caricare i camion ho visto il padrone e, piangendo, gli ho chiesto di poter venire giù allo stabilimento a fare il mugnaio perchè non volevo più andar su e stare dentro la miniera. Così ho lavorato per il resto del tempo nello stabilimento. Macinavo la barite e insaccavo 30 sacchi di 50 Kg all'ora.

Mio papà si chiamava Diego Cavicchioli e ha lavorato per la Maffei ma non ricordo il periodo. Era toscanino veniva da Prato e ha conosciuto mia mamma qui in tempo di guerra. É morto nel 1943 a Prato dove era andato a lavorare ucciso dai soldati in ritirata e mia mamma ha dovuto vendere i campi per mandare avanti la famiglia.

Anche mio fratello Silvino Cavicchioli che era del 1919 ha lavorato per la Maffei in miniera. Ma poi lui ha fatto il soldato a Valdagno e si è sposato con una ragazza di lì ed è rimasto ad abitare a Valdagno.

L'altro mio fratello Ivo Cavicchioli era del 1928 ha lavorato per la Baritina in miniera fino al 1963. Quell'anno, parlando con il capo miniera che era mio suocero, ero riuscito a farlo trasferire nello stabilimento, ma dopo 15 giorni che aveva cominciato a lavorare giù è morto in un incidente facendo la legna in montagna.


Mi chiamo Esterina Piccinelli sono sposata con Italo Cavicchioli.
Sono nata a Pisogne in provincia di Brescia nel 1923 e abito a Darzo dal 1933 quando mio papà si è trasferito qui con la famiglia.
Ho iniziato a lavorare a 22 anni come cernitrice prima alla Maffei poi alla Corna due o tre anni, ma in tutto molto poco e non sono riuscita a maturare la pensione. Poi sono rimasta a casa per accudire mia mamma che stava male.
Quando ero giù alla Corna Pellegrini lavoravo anche d'inverno e avevamo un secchio di quelli dei muratori dove facevamo un po' di fuoco per scaldarci. Perchè c'era un freddo da morire e non dormivo per il male dei geloni perchè si stava sempre con le mani e le gambe bagnate e d'inverno le porte erano aperte perchè entravano e uscivano le carriole e faceva freddo.

Mio papà si chiamava Giuseppe Piccinelli e veniva da Pisogne in Val Camonica, provincia di Brescia. Lavorava per la ditta Corna come capo miniera e nel 1933 ha portato qui a Darzo la famiglia, eravamo in undici. Dei miei fratelli Attilio PiccinelliDomenico Piccinelli hanno lavorato su a Marigole in miniera insieme a mio papà. Luigi Piccinelli era operaio meccanico per la Cima e poi si è messo in proprio e ha aperto un’attività insieme ad altri tre fratelli.

Intervista effettuata a Darzo nel mese di ottobre del 2010.