Stagnoli Federico
Bagolino (BS)


" Negli anni  '60 non c'erano tanti altri lavori qui in zona: si poteva fare il muratore o andare alla ferriera, ma ero senza mezzi per spostarmi e allora ho fatto il minatore.
"
  Sono nato a Bagolino in provincia di Brescia nel 1936.
Ho cominciato a lavorare per la Sigma quando avevo circa 38 anni. Facevo il minatore dentro le gallerie a cavare la barite, a fare le gallerie e i fornelli, a fare le armature, e a sparare le mine. Alla mattina cominciavamo alle 7.00 di mattina fino a mezzogiorno, poi si mangiava e si riprendeva alle 14.00 fino alle 19.00: si stava 10 ore dentro in galleria. Sono rimasto 12 anni alla Sigma e poi sono passato alla Corna, la Mineraria Baritina, dove ho continuato a fare il minatore. 

Ho trovato quel lavoro perchè all'epoca non ce n'erano altri vicini, se non fare il mandriano sulle montagna. Invece, per fare il muratore oppure per andare alla ferriera di Odolo ci volevano dei mezzi per spostarsi e non ne avevo e non volevo sempre dipendere dagli altri. Prima avevo lavorato un periodo a Lumezzane in una stampatrice.
L'idea di lavorare per la Sigma è venuta da mio cugino Pasquale Foglio, fratello di Vincenzo, che mi ha proposto di venire a fare il miratore. A Storo andavo in macchina con i miei cugini e facevano il viaggio con noi anche Stagnoli Vito e Lombardi Daniele di Bagolino.
I primi anni con la Sigma eravamo su in 20 e per arrivare al cantiere di Pice bisognava fare un pezzo di sentiero perché la strada arrivava solo fino a Faserno. Era dura soprattutto d'inverno camminare con la neve fino oltre le ginocchia.
Il lavoro all'inizio non mi piaceva, ma poi mi sono abituato, anche se spesso lavoravo dove c'era più pericolo perché ero “boscatore” specializzato. Ho lavorato molto con Daniele Fusi, fratello di Amilcare Fusi, un “Fantanta” di Baitoni, gli altri nomi non me li ricordo.
Prima di passare alla Mineraria, quando il padrone della Sigma voleva chiudere, abbiamo fatto anche uno sciopero. Al momento del passaggio di proprietà mi ricordo che sono rimasto un mese su a Pice a fare la guardia alla polveriera. Quando sono passato dalla Sigma alla Baritina, il lavoro è cambiato: c'erano le pale gommate e la ripiena cementata delle gallerie esaurite; in generale era meglio perchè il lavoro era meno faticoso e più sicuro perchè in quel modo non c'era pericolo di crolli. Anche a Marìgole, come a Pice, c'era il dormitorio la mensa e anche la televisione. Era sicuramente pesante stare via tutta la settima dal lunedì al venerdì e certe volte anche fino a sabato.
Mi ricordo l'incidente di Quintilio Zaninelli, che aveva lavorato con me i primi tempi che ha cominciato in galleria. Anch'io ho avuto qualche incidente, mi sono rotto un piede, un'altra volta la mano e ho avuto delle schegge negli occhi. La paga non era male. Sono andato in pensione nel 1986.

Intervista raccolta il 29 maggio a Riccomassimo.