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Angela Manenti

Angela Manenti

"Ho lavorato nell'ufficio amministrativo della ditta Maffei. Ho lavorato anche per tutto il periodo della gravidanza, ma poi una volta avuto il bambino sono rimasta a casa, come succedeva a tutte le donne a quei tempi. Comunque ritengo di essere stata fortunata: vedevo passare le cernitrici che lavoravano al freddo con gli scaldini sotto le gambe."

Mi chiamo Angela Manenti, abito a Darzo insieme a mio marito Angelo Delaidini.
Sono nata a Remedello di Sotto in provincia di Brescia nel 1928. Sono venuta ad abitare con la mia famiglia a Darzo nel 1946 perché mio papà lavorava per la ditta Maffei. Ho lavorato nell'ufficio amministrativo della ditta Maffei dal 1950 al 1958. Mi occupavo delle paghe, contabilità e cassa delle diverse lavorazioni dello stabilimento e della miniera. Tenevo in ordine i documenti e la corrispondenza. Ho seguito anche gli assaggi che la ditta faceva a Pinzolo per la coltivazione del feldspato, e andavo io a fare le paghe a Giustino in corriera. Ho lavorato anche per tutto il periodo della gravidanza, ma poi una volta avuto il bambino sono rimasta a casa, come succedeva a tutte le donne a quei tempi. Comunque ritengo di essere stata fortunata: vedevo passare le cernitrici che lavoravano al freddo con gli scaldini sotto le gambe.
Siccome avevo fatto le scuole commerciali, mio papà mi ha consigliato di andare a chiedere lavoro dal dottor Italo [Maffei] per sostituire il ragioniere che era improvvisamente mancato. Sono stata fortunata perché ero a casa e il giorno dopo già lavoravo. Allora ci voleva poco per andare ad occupare i posti più ambiti perché pochi avevano qualche titolo di studio.

Mio papà si chiamava Rubicondo Manenti era nato a Remedello di Sotto in provincia di Brescia nel 1901 e quando è morto mancavano tre mesi ai 100 anni.
È andato in pensione a 60 anni. Ha lavorato per la ditta Maffei per quindici anni come capo officina dato che si era specializzato lavorando alla Breda di Milano. Aveva lavorato prima a Torbole nella centrale [idroelettrica]. Poi è stato chiamato dal dottor Italo per lavorare in un'officina a Storo e da lì nel 1945 è stato chiamato a lavorare nello stabilimento di Darzo per mettere in piedi l'officina. Infatti, prima della guerra, i macchinari utilizzati erano molto semplici e andavano modernizzati. Cercavano operai specializzati da fuori paese perché a Darzo non ce n'erano. Mio papà si è sempre occupato della manutenzione dello stabilimento.

Intervista effettuata a Darzo nel mese di ottobre del 2010.

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