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Onorio Beltrami

Onorio Beltrami

"L'ingegner Piero un giorno mi ha detto: "il cliente ha sempre ragione, e siccome nessun cliente si è mai lamentato di te, se prendi il camion ti do il lavoro."

Mi chiamo Onorio Beltrami. Sono nato nel 1937 a Darzo.

Ho sempre fatto l’autotrasportatore prima come dipendente della ditta Rinaldi [Lino, NdC] poi dal 1972 con altri due soci abbiamo messo in piedi la ditta Saad (Società Artigiana Autotrasportatori Darzo) e ho lavorato fino al 2002. Il nome ce lo ha suggerito il padrone della Baritina, l’ingegner Piero. Ma non lavoravamo solo per lui, anche per la Maffei e poi siccome giravamo anche in bassa Italia o in Toscana a Livorno a portare giù la barite al ritorno si portava altro materiale per altre ditte. Io il lavoro dello stabilimento l’ho visto da fuori ma anche da dentro perché c’era stato giù mio papà, ci lavorava mio fratello e adesso mio figlio. All’inizio si caricava e scaricava a mano e noi facevamo la gara a chi faceva prima con le scommesse. Quanti clienti che aveva la Baritina: si andava spesso a Bologna per scaricare alla ditta che faceva il corion, poi a Ravenna e Genova al porto, ogni tanto qualcuno ne perdeva ma ne trovava altri. Non come adesso, adesso è brutto non c’è più lavoro. Ho mio figlio, Allen Beltrami, giù allo stabilimento e spero che vada avanti ancora tanto. Ma non c’è più il lavoro come prima, quando si lavorava giorno e notte, la barite si tirava fuori a Marìgole e ce n’era tanta. Facevano tre turni. Adesso è tutto cambiato: ci sono quelli che abitano vicino allo stabilimento che si lamentano del rumore e quindi non lavorano più di notte. Mio figlio è su in lavanderia e fanno due turni dalle 6.00 alle 22.00, mentre ai mulini lavorano otto ore.

Mio papà Antonio Beltrami "Tonài" ha lavorato giù alla Baritina quando si faceva tutto a mano con badile e carriola, anche i sacchi si riempivano a mano. Allo stabilimento riuscivano a fare 105 sacchi in otto ore di lavoro. Adesso ne fanno 300. Allora i sacchi si pesavano e se non erano 50 kg giusti con la paletta si metteva o toglieva la barite e c’erano gli sbuffi di polvere che entravano nei polmoni. Gli portavo giù la colazione e la merenda. Eravamo in cinque in famiglia e c’era crisi e si cercava tutti di poter dare una mano.

Mia sorella Annamaria Beltrami lavorava a lavare la barite alla Baritina ed è morta a 29 anni nel 1964 lasciando due bambine piccole. Allora si faceva una vita dura ed era una fortuna avere quel lavoro.

Intervista effettuata a Darzo nel mese di novembre del 2010.

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