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Ridha Bouaziz

Ridha Bouaziz

"Noi operai non sappiamo bene quale sarà il futuro dell'azienda. Nel 2008 rientrando dalle ferie, abbiamo saputo dai giornali che la Mineraria Baritina era in vendita, eppure a noi che ci lavoravamo sembrava tutto tranquillo. Quindi non so dire niente perché anche adesso sembra tutto tranquillo."

Mi chiamo Ridha Bouaziz. Sono nato a Sfax in Tunisia nel 1965 e sono arrivato in Italia nel 1985 per cercare lavoro.
I primi anni sono stato a Palermo a lavorare come cuoco dove ho anche vinto una coppa a Mondello nel 1988 durante un evento chiamato la Maratona della gastronomia. Poi nel 1994 sono venuto in Trentino a fare una stagione estiva a Malcesine sul Lago di Garda e invernale a Madonna di Campiglio. Ero stufo di lavorare stagionale e così ho deciso di trovare un lavoro stabile. Sono passato all'ufficio di collocamento di Tione dove ho trovato lavoro come muratore per due anni. Finito quello, ho lavorato alla Reda di Condino e poi quando ha chiuso sono arrivato alla Mineraria Baritina nel novembre del1998 .
All'inizio sono stato assunto come minatore in Primaluna a Lecco che era un cantiere aperto. Andare in miniera è stata una nuova esperienza interessante per me, che ho sempre fatto qualsiasi lavoro. Dopo un mese già lavoravo con la perforatrice. Quando lavoravo a Primaluna ci avevano dato una casa per noi operai, avevamo una cuoca che faceva il pranzo e la cena e stavamo su tutta la settimana. Salivo la domenica sera e mi trovavo a Brescia con il perito Antonio Fontanive che veniva da Belluno per fare la strada insieme. Poi partivo da lì il venerdì a mezzogiorno per tornare qui a Storo.
Non sono rimasto neanche un anno lì e poi in novembre mi hanno trasferito qua all'impianto di frantumazione all'ex Sigma dove serviva un operaio che sapesse usare la pala meccanica perché era andato in pensione un operaio che sapeva usare la pala e quindi avevano bisogno di questa competenza, altrimenti io sarei rimasto volentieri anche lì in miniera. Io andavo bene per questo lavoro, perché quando ero muratore avevo fatto un corso a Trento per manovrare queste macchine semoventi.
Da allora lavoro allo stabilimento della società Mineraria Baritina: mi occupo della frantumazione, uso la pala per spostare il materiale e guido i camion. Mi organizzo in modo che mentre l'impianto frantuma io muovo il materiale. Il materiale arriva dall'estero, dalla Cina e dal Marocco, con dei container. Lavoriamo barite che arriva già pura e selezionata, quindi non abbiamo più il reparto della cernita con le donne. Poi facciamo la frantumazione e a Darzo la macinazione e l'insaccatura. Non so a quali ditte vendiamo il materiale, so che viene usata nelle vernici.
Quando ho cominciato c'era più lavoro; eravamo in più di trenta tra operai nello stabilimento, minatori a Primaluna e a Marìgole e amministrativi negli uffici di Brescia. Poi ha chiuso prima Marìgole poi Primaluna e i minatori sono andati via. Due anni fa è stato chiuso l'impianto che separava il quarzo dalla barite e il lavaggio e così è rimasta solo la frantumazione e la macinazione. Quando ancora c'erano la cernita e il lavaggio della barite, per un periodo allo stabilimento sono venuti a lavorare saltuariamente due senegalesi, dopo uno di loro alla fine è stato assunto ma per poco. Poi quando ha chiuso l'impianto sono andati via insieme anche ad altri operai: la Marilena Marini, Giuliano Festa che era il cuoco di Marìgole e quando ha chiuso la miniera è rimasto per due anni a fare il supervisore allo stabilimento, e Mansueto Scalmazzi di Bondone che faceva il mugnaio.
Adesso alla Mineraria Baritina siamo in calo, perché non c'è lavoro, e rimaniamo in 5 operai: il nostro supervisore è Antonio Fontanive, il perito Tanghetti che è il capo, Adriano Masiero, il meccanico, e poi i due mugnai Enrik Beltrami e suo cugino Allen Beltrami. Poi viene anche Giovanna Manenti che ha lavorato in amministrazione molti anni ed ora è in pensione ma non so bene quale sia ora la sua mansione. Fino qualche mese fa anche suo marito Grassi Ruggero veniva a dare una mano anche se era già in pensione.  
Dal punto di vista economico io prendo 1.500 euro al mese e per quello che facciamo non è molto perché lavoriamo nella polvere, c'è rumore io faccio giornata, dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 13:30 alle 17:30, raramente i turni, mentre i mugnai fanno sempre i turni. Ho fatto il rappresentanto sindacale per la C.G.I.L. dal 1999 al 2012 e mi ricordo che nel 1999 abbiamo fatto sciopero per avere un aumento di 40.000 lire perché mancava il contratto aziendale. Da allora ogni 4 anni abbiamo rinnovato questo contratto.
Noi operai non sappiamo bene quale sarà il futuro dell'azienda. Nel 2008 rientrando dalle ferie, abbiamo saputo dai giornali che la Mineraria Baritina era in vendita, eppure a noi che ci lavoravamo sembrava tutto tranquillo. Quindi non so dire niente perché anche adesso sembra tutto tranquillo. A me va bene così fino a che rimane il lavoro va bene, poi si vedrà. É evidente che c'è un calo, che c'è meno richiesta e infatti questa settimana siamo in cassa integrazione.
Mi sono integrato abbastanza bene; credo che per uno straniero l'importante è conoscere la legge, infatti chi rispetta la legge viene rispettato. Con i colleghi mi trovo bene e anche con i trentini. Ogni tanto sento un po' di discriminazione, ma si fa finta di niente e si va avanti. In generale posso dire che mi trovo bene. Io credo nel tempo che cambia le cose in meglio e penso che quando ci sarà lavoro nel mio paese potrò tornarci.
 
Intervista raccolta a Lodrone il 23 ottobre 2014.

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Darzo si trova in Valle del Chiese, nel Trentino sud-occidentale. Poco distante dalle Dolomiti di Brenta, dal Lago di Garda e dalle sponde del Lago d'Idro.

È un paese di circa 750 abitanti, frazione del Comune di Storo.

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