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Elena Beltrami

Elena Beltrami

"Il lavoro era quello che era e per fortuna che c'era perché in casa soldi non se ne vedevano girare in quegli anni."

Mi chiamo Elena Beltrami e sono nata a Trento nel 1942. Sono sposata con due figli. Mio papà si chiamava Zeno Beltrami. Mia mamma, Maria, era di Trento e mio papà l’aveva conosciuta alla Nicolini quando lavorava lì. Dopo il 1943 siamo venuti sfollati a Darzo e da qui mio papà non ha più voluto andare via, anche perché aveva la mamma ammalata che sarebbe rimasta da sola. Mia mamma non era capace di rassegnarsi e ha sofferto molto, anche perché all’epoca Darzo era un paesino e le strade erano difficili, noi non avevamo la macchina e in corriera ci si metteva delle ore ad arrivare in città.
Ho lavorato per la ditta Maffei per qualche mese: ho lavorato fino all’inverno del 1963 poi come sempre chiudevano e ci licenziavamo. Poi ci hanno riprese nella primavera del 1964 ma dopo poche settimane hanno licenziato tutte le cernitici perché era stata chiusa la miniera di Val Cornèra. Avevo trovato questo lavoro andando a chiederlo direttamente al dottor Italo. Un giorno il Direttore di allora mi ha detto, mentre lavoravo, che era grazie al Dottore se mi trovavo lì, perché se fosse stato per lui non mi avrebbe preso. Si vede non gli andavo a genio, perché non gli ho fatto mai un favore mentre ce n’erano che andavano a fargli i lavori a casa.
Ho fatto la cernitrice. Eravamo al freddo con dei fornelli elettrici che ti bruciavano le gambe, sceglievamo la barite e in base al colore la mettevamo nelle tramogge che riempivano le carriole che poi gli uomini portavano via. Per un periodo i turni erano dalle 4.00 di mattina a mezzogiorno oppure dalle 14.00 alle 22.00, poi hanno cambiato e facevamo giornata con la pausa per pranzo e allora venivamo a casa. Quando facevamo i turni avevamo dieci minuti di pausa e ci portavamo da mangiare. Più avanti per gli operai hanno messo la mensa.
La paga andava bene perché non se ne vedevano soldi in casa e quindi andava bene così. Eravamo in cinque fratelli e mio papà era sarto, ma siccome in quegli anni le tasse erano molto alte lui ha dovuto chiudere l’attività perché non ci stava dietro. Quindi ha fatto il casaro per qualche anno. Per fortuna poi tutti i fratelli hanno lavorato, ma quando ho cominciato io, che sono la più grande, soldi non ce n’erano.

Anche mio fratello Paolo Beltrami ha lavorato per le ditte minerarie, per la ditta Corna Pellegrini.

Intervista realizzata a Darzo nel febbraio del 2011

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Un tesoro sepolto da scoprire

Darzo si trova in Valle del Chiese, nel Trentino sud-occidentale. Poco distante dalle Dolomiti di Brenta, dal Lago di Garda e dalle sponde del Lago d'Idro.

È un paese di circa 750 abitanti, frazione del Comune di Storo.

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