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Rosa Zocchi

Rosa Zocchi

"I tipi di barite da scegliere erano sette: lo sterile, il petrolio, la terza, il quarzo, la prima, la seconda, la super che era bianca e la extra che aveva dei riflessi rosa."

Mi chiamo Rosa Zocchi. Sono nata nel 1950 e la mia famiglia viene chiamata dei “Pìpi”.
Ho cominciato a lavorare per la ditta Sigma come cernitrice nel 1972, prima facevo la magliaia in uno stabilimento che aveva chiuso. Un impiegato della ditta, Bernardino "Dino” Bernardi che abitava vicino a me ha saputo che ero disoccupata e mi ha chiesto se ero disponibile a lavorare alla Sigma per sostituire una donna che andava in pensione. Dopo qualche anno la ditta ha chiuso e sono andata a lavorare alla Mineraria Baritina che ha acquistato lo stabilimento dove sono rimasta fino al 2003. Ho fatto tutta la carriera lì e non sono molte le donne che hanno lavorato così a lungo.

Il passaggio dalla Sigma alla Baritina non è stato tanto dolce: alla Sigma lavoravamo in una stanza con una grande vetrata che guardava il paese e la lavanderia della barite era chiusa, le “macchinette” dove passava la barite e la macchina “lavatrice” erano in un'altra stanza e quindi non avevamo molto rumore. Alla Mineraria, invece, stavamo in una stanza buia e davamo le spalle alle finestre e nella stessa stanza c'erano dei macchinari, quindi il rumore era forte e continuo. Poi a differenza di quello che succedeva alla Sigma, la barite cernita veniva messa, non nelle tramogge, ma in carriole di ferro e anche questo era un rumore continuo di sassi che cedevano dentro. Solo dopo molti anni, mi pare nel 1980, hanno pensato di mettere delle gomme per attutire un po' il rumore. Con il passare degli anni le donne cernitrici sono diminuite e alla fine siamo rimaste solo in due, così ci hanno spostato al piano di sopra in una stanza più luminosa e riscaldata dove c'era solo il nastro trasportatore senza altri macchinari. Quando siamo passate alla Baritina eravamo quattro della Sigma e lì c'erano altre cernitrici in tutto eravamo circa otto. Poi man mano che andavano in pensione non ne assumevano più.

Con gli anni il modo di lavorare è cambiato perchè molto lavoro di cernita lo facevano le “macchinette” mentre noi separavamo solo la barite bianca da quella scura. Prima i tipi di barite da individuare erano sette: lo sterile, il petrolio, la terza, il quarzo, la prima, la seconda, la super che era bianca e la extra che aveva dei riflessi rosa.

Passando alla Baritina negli anni successivi il ritmo di lavoro è un po' calato perchè sono state prese le “macchinette” che alleggerivano molto; infatti, il nostro lavoro consisteva nel controllare la barite di qualità extra già frantumata e vagliata dalle “macchinette” prima di andare alla macinazione. Mi ricordo che ho avuto un piccolo infortunio quando mi è caduto in sasso su un piede alla Baritina perchè non avevamo le scarpe con la protezione, in verità non avevamo nessuna protezione a parte un grembiule di gomma e i guanti, che comunque si rompevano subito e si continuavano ad usare fino a che mancavano le dita. Poi alla Baritina hanno cominciato a darci i guanti ogni volta che serviva anche tutti i giorni se si rompevano.
Ho conosciuto mio marito Eligio Bordiga durante una festa di Santa Barbara. Poi nel 1975 la ditta Sigma ha chiuso e siamo rimasti qualche mese senza sapere cosa succedeva e nel 1976 abbiamo occupato la fabbrica per tenere il posto di lavoro poi in settembre siamo stati assunti dalla Mineraria Baritina. Durante questa occupazione si stava insieme uomini e donne e così ci siamo conosciuti meglio. Mio marito ha lavorato per la Sigma solo qualche mese come minatore e poi per la Mineraria fino al 1980.

Ho lavorato la barite della nostra montagna e poi negli ultimi anni con la Baritina quella comperata e si vedeva la differenza perchè la nostra era più bella e poi arrivava già quasi senza sterile.
 
Intervista effettuata a Storo,il 16 aprile 2014.

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